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Export a tutta birra per l’Italia: settore in crescita del 144 %

export-birra-italia-pe-labellersTutti pazzi per il made in Italy e, adesso,  la birra artigianale tricolore prova a farsi spazio anche in Europa.

Si è da poco concluso Beer Attraction l’evento internazionale organizzato da Italian Exhibition Group col patrocinio di Italgrob e in collaborazione con Unionbirrai e FIC, svoltosi a Rimini e dedicato alle specialità birrarie, birre artigianali, tecnologie e materie prime.

Una terza edizione di grande successo che ha registrato numeri davvero impressionanti: le visite sono state 20.685 (+42% sul 2016), 430 gli espositori (+23%), 600 i business meeting (furono 300 lo scorso anno) con buyer altamente profilati provenienti da 15 diversi Paesi, 90 eventi (tra concorsi, seminari, competizioni come Birra dell’anno di Unionbirrai e i campionati di cucina italiana della Fic, show cooking, workshop tecnici), 184 giornalisti e blogger – italiani ed esteri – accreditati con una straordinaria visibilità su grandi media e social.

Segno di un grande interesse per questo settore in continua e costante crescita. Lo sviluppo della filiera e del commercio della birra artigianale made in Italy ha fatto sì che in ogni città del Bepaese da qualche tempo ormai si svolgano fiere e manifestazioni dedicate ad essa.

Fino a vent’anni fa i birrifici italiani erano solo qualche decina, ora sono oltre 1100. E l’export della birra italiana è cresciuto in maniera esponenziale raggiungendo, addirittura del 144% negli ultimi dieci anni. Soddisfazioni arrivano anche dalla richiesta da paesi cultori come la Germania, l’Irlanda e la Gran Bretagna. Ogni anno il Belpaese produce 500mila ettolitri per un valore di 225 milioni di euro e il comparto è una risposta positiva anche al problema della disoccupazione giovanile visto che gli addetti ai lavori sono soprattutto under 35.

L’evento Beer Attraction è stata anche l’occasione per lanciare il progetto di una filiera della birra 100% italiana dal luppolo al boccale.

L’iniziativa è della rete «Luppolo Made in Italy» e la guida scientifica del progetto è affidata al Centro di eccellenza della birra dell’Università di Perugia. In Italia come nel vino, l’offerta del prodotto è molto varia perché le caratteristiche della birra cambiano in base a quelle del territorio.

La differenza più grande con il vino riguarda invece il fisco. Sul vino, infatti, non gravano accise, mentre sulla birra sì. Unionbirrai ha calcolato che la metà degli introiti del settore finisce in tasse.